Il Museo del vetro è ospitato nell’antico Magazzino del Sale, costruito nella seconda metà del XIV secolo nel centro di Empoli e utilizzato per stivare e distribuire il sale proveniente dalle saline di Volterra.

Il museo documenta la storia dell’attività vetraria empolese e gli effetti che essa ha portato nel contesto economico, urbanistico, sociale della città. Ricostruzioni d’ambiente, video e documentari storici consentono ad ogni visitatore di seguire un proprio percorso per capire il processo produttivo e le fasi di lavorazione della “piazza” composta dal maestro vetraio e dai suoi collaboratori.

Gli oggetti sono i protagonisti delle varie sezioni: fiaschi, damigiane, recipienti e strumenti per la vinificazione e l’imbottigliamento del vino e dell’olio, prodotti in grandi quantità a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Con il vetro “verde” da fiaschi, colorazione naturale dovuta alla presenza di ossido di ferro nella sabbia, si realizzavano anche gli oggetti per la tavola e, dai primi decenni del Novecento, oggetti “artistici”, ideati dall’inventiva e dalla perizia tecnica di maestri vetrai capaci di plasmare una materia, non facilmente modellabile e soggetta a rapido raffreddamento, in forme solide, ispirate alle tipologie classiche e rinascimentali, dotate di rustica ma sobria eleganza.

Il vetro “artistico” è rappresentato in due sezioni: una dedicata al vetro verde di Empoli e l’altra al vetro colorato, trasparente, molato, inciso, decorato a smalto o pantografato, e al cristallo, che ha caratterizzato la produzione empolese dalla metà degli anni Cinquanta del Novecento, quando i cambiamenti della moda, degli arredi e le consuetudini quotidiane richiesero una grande varietà di modelli e di accostamenti cromatici.